Ossidiana: cos’è?
La sua storia ha milioni di anni, riempie i musei archeologici della Sardegna ed stata recentemente protagonista di una delle serie TV più popolari al mondo, nientemeno che the “Game of Thrones“. Nella serie, unico materiale (insieme al leggendario acciaio di Valirya) capace di uccidere i temibili zombie del ghiaccio chiamati “estranei”.
Se sperimentare la sua efficacia nell’uccidere i “non morti” non è certo semplice (vallo a trovare un non morto), sul web si arriva a dire che l’ossidiana abbia notevoli proprietà benefiche per il corpo e lo spirito ma, a dire il vero, nessuna di queste teorie sembra avere validazioni scientifiche.
Ma da dove viene l’ossidiana? Come si è formata e dov’è possibile trovarla? Prima di portarti in escursione nei luoghi in cui si è formata, fra laboratori di geologia, fossili e qualche spunto sull’educazione ambientale, vogliamo raccontartelo qui, con questo post interamente dedicato a questa pietra nera e vetrosa.
Continuando a leggere potrai conoscere tante curiosità su questa pietra antica e davvero apprezzata.
Come si è formata l’ossidiana?
Immagina che, qualche milione di anni fa, enormi vulcani sparsi per il mondo abbiano iniziato a eruttare la loro lava, e che il processo di raffreddamento della roccia fusa sia stato così veloce da non consentire agli ioni di silicato che essa conteneva di organizzarsi in un reticolo cristallino ordinato: il risultato fu una disposizione caotica, come in un liquido viscoso, che raffreddandosi divenne molto simile al vetro.
Così è nata l’ossidiana, una pietra prevalentemente nera (ma non solo) che nella storia antica ha avuto diversi momenti di fortuna e notorietà.

Dove si trova l’ossidiana?
L’ossidiana è presente in diverse aree del pianeta: è possibile trovarla in Ungheria, in Islanda, nell’Isola di Palmarola e persino nelle isole del Mare Egeo.
Ma il più importante giacimento di ossidiana del nostro Continente è in Sardegna, ai piedi del Monte Arci, un vulcano ormai spento da cui l’ossidiana si generò 3.25 milioni di anni fa a seguito di effusioni di lava acida.

Il giacimento ai piedi del Monte Arci è considerato il più grande di tutto il Mar Mediterraneo, e le genti pre-nuragiche e nuragiche se ne servirono a partire dal 5000 a.C. per costruire utensili di ogni tipo, punte di lancia e di coltelli.
Il giacimento si trova nella località di Conca e Cannas, nel territorio del Comune di Masullas, ed è aperto ai turisti che possono scoprire in escursione non solo la vastità dell’area, ma anche uno dei parchi naturali più belli della Sardegna, ricco di storia, boschi, fossili e monumenti geologici che hanno ispirato l’antico popolo sardo e le sue leggende.

Ma l’ossidiana è presente anche negli Stati Uniti, in Messico, in Brasile, in Armenia, in Turchia e a Giava, nonché in Giappone e in alcune parti dell’Africa come Etiopia e Gibuti.
Ossidiana nera: perché appare così?
L’ossidiana nera è certamente la più conosciuta, tuttavia questa pietra lavica non sempre si presenta con questo colore. In alcune aree geografiche è possibile trovare tipologie differenti di ossidiana, come ad esempio:
- Ossidiana nera: è la più comune con i bordi traslucidi;
- Ossidiana nobile blu, provenienza Iran (molto rara);
- Arcobaleno;
- Fiocco di neve: molto rara con inclusioni biancastre con i bordi traslucidi;
- Dorata: con inclusioni giallastre;
- Bruna o rossa: con chiazze rossastre su sfondo nero e venature chiare traslucide;
- Ossidiana verde: tipica di Pantelleria, si presenta nera a luce riflessa e verde scuro a luce trasmessa;
- Perlite: di colore grigio perla a fessurazione concentrica;
- Pechstein o Pietra di pece: di colore bruno-giallastra, di aspetto piceo;
- Marekanite: di colore grigio fumo, proveniente dal Monte Marekan in Siberia;
- Tokayer-Luchsaphir: originaria dell’Ungheria il cui nome, in tedesco, significa blu zaffiro.
Da cosa deriva il suo nome?
Il termine “ossidiana” è attribuito a Plinio il Vecchio, scrittore, naturalista, filosofo naturalista, comandante militare e governatore provinciale romano. Plinio chiamò l’ossidiana lapis obsianus o obsidianus in onore di un certo Obsius o Obsidius, che pare aver citato la pietra per primo in alcune zone dell’Etiopia.
Come riconoscere l’ossidiana?
L’ossidiana è particolarmente diversa dalle rocce comuni, e per questo è facilmente riconoscibile. Si presenta molto simile al vetro, il suo colore è tendenzialmente scuro, in genere nero brillante o grigio, ma in alcuni casi, come dicevamo sopra, può assumere tonalità di verde, blu e rosso.
Il colore può essere omogeneo o articolato a bande e chiazze o sfumate e irregolari. Alcuni tipi di ossidiana sono opachi, o con superfici dall’aspetto resinoso, mentre altri appaiono più brillanti e traslucidi, in certi casi del tutto trasparenti.

Come si usa l’ossidiana?
Questa pietra ha una storia recente per la i tempi della geologia, ma per quelli dell’uomo invece è antichissima. Attualmente dall’ossidiana si ottiene la lana di roccia, un materiale filiforme e vetroso ottenuto fondendo l’ossidiana a 1300 gradi centigradi. Viene usato nel settore edilizio come isolante termico, acustico, ignifugo e come materiale drenante.
Un’altro utilizzo è quello della fabbricazione dei gioielli, specie in Sardegna. Molti riprendono l’antica tradizione dell’isola, e si portano dietro anche le sue antiche credenze, come ad esempio il potere della pietra di allontanare i demoni e scacciare il malocchio.
Molto famoso è su Coccu, una tradizionale perla di ossidiana tenuta da un supporto d’oro o d’argento, che secondo le antiche credenze avrebbe avuto il potere di annullare l’effetto del malocchio contenendone l’oscuro potere all’interno, e spaccandosi in due per neutralizzare la fattura definitivamente.

L’ossidiana nella storia dell’uomo.
Ma questa pietra nera e dura affonda le radici nella storia dell’uomo, grazie alla sua incredibile proprietà di scheggiarsi in pezzi taglienti, utilizzabili in molti ambiti ma prevalentemente in quello degli utensili da taglio e delle armi.
Il primo impiego conosciuto dell’ossidiana come strumento da taglio risale a circa 700.000 anni fa, ma è nel Neolitico che si registra una vera e propria abbondanza di reperti. Intorno al 12.500 a.C. furono prodotti un’infinità di strumenti d’ossidiana in Anatolia e Medio Oriente, mentre il primo utilizzo da parte di una vera e propria civiltà risale al V millennio a.C..
Furono gli antichi popoli nuragici i primi a scoprire la via dell’oro nero nel Neolitico, utilizzando questo vetro naturale per fabbricare armi e strumenti da taglio e preferendolo alla selce.
È questo il periodo in cui l’ossidiana divenne perno dei commerci con gli altri popoli del Mediterraneo.
Il Monte Arci
Il Monte Arci è un monte antico, vulcano ormai spento che si erge maestoso accanto al piccolo paese di Pau, abitato da appena 300 abitanti, ma i suoi piedi arrivano fino a Masullas, in cui si trova il grande giacimento di ossidiana di Conca e Cannas.
Oggi l’Arci è un pacifico “treppiedi” costituito da tre torrioni basaltici, regno di lecceti, querce, macchia mediterranea e cinghiali, ma in un tempo fu un vulcano attivo e temibile, e quel territorio era l’inferno di fiamme e lava dove l’ossidiana ebbe origine.

Sia il Monte Arci che il giacimento di ossidiana di Conca e Cannas possono essere visitati in escursione, e sono meta di numerosi turisti provenienti da ogni parte del mondo, specie nei periodi dell’autunno e della primavera, in cui i colori della natura circostante regalano un paesaggio bellissimo e selvaggio.
Nel susseguirsi dei secoli, l’ossidiana ha segnato le vite degli uomini, passando dal fuoco vulcanico in cui ebbe origine alle frecce usate per colpire gli animali, ai gioielli che nella tradizione ornavano i copricapi e i vestiti incantevoli delle donne sarde.
Se vuoi scoprire le meraviglie della terra dell’ossidiana o le sue tante curiosità geologiche, visita le pagine dedicate alle escursioni guidate e ai laboratori per i ragazzi delle scuole, oppure scrivici utilizzando il form in basso!