Dove vive e come riconoscere il cinghiale sardo, abitante millenario delle foreste dell’isola.
- Dove vive e come riconoscere il cinghiale sardo, abitante millenario delle foreste dell’isola.
- Da dove viene quindi il cinghiale sardo?
- Come è possibile riconoscere il cinghiale sardo? Peso, dimensioni e morfologia.
- Cosa mangiano e dove vivono i cinghiali in Sardegna?
- Quali nemici per il cinghiale in Sardegna?
- Esiste un rischio di estinzione questo tipo di animale?
I cinghiali sardo corsi sono alcuni fra i più tipici abitanti dei boschi in Sardegna, diffusi anche nel Monte Arci e visibili, se si è fortunati, durante le numerose escursioni organizzate dal CEAS Parte Montis.
La loro presenza, come appunto lascia intendere il termine sardo-corsi è individuabile anche sull’isola francese del Mediterraneo. Ma vediamo di conoscere meglio questi animali e capire qualcosa in più sul loro conto.

Il cinghiale sardo è una fra le tre sottospecie di cinghiale italiano, insieme all’euroasiatico S. scrofa scrofa e al maremmano S. scrofa majori. Purtroppo la pratica (in parte ancora diffusa in Sardegna) di mantenere allevamenti di maiali allo stato brado ha causato frequenti incroci fra il cinghiale sardo e le popolazioni di suini domestici di diversa provenienza.
Questo ha reso difficile inquadrare con precisione la tassonomia e la filogenenesi dell’animale. Per questo classificare le origini del cinghiale sardo e le specie di provenienza risulta un lavoro complesso.
Da dove viene quindi il cinghiale sardo?
Il suo nome scientifico è scrofa meridionalis. Alcune ipotesi collocano le sue origini come sottospecie nel Neolitico, in seguito alla diffusione popolazioni di maiali domestici nuovamente inselvatichiti.
La tesi deriva dal fatto che risulta ormai appurata l’estinzione della sottospecie maremmana, la quale rappresenta semplicemente un adattamento geografico di quella euroasiatica.
Tuttavia, oggi, l’integrità genetica del cinghiale sardo-corso è costantemente messa in pericolo dall’influenza dei maiali allevati allo stato brado e da altre specie alloctone di cinghiale introdotte con finalità venatorie.

Come è possibile riconoscere il cinghiale sardo? Peso, dimensioni e morfologia.
La sottospecie del cinghiale sardo è facilmente riconoscibile dalle altre tipologie di cinghiale. Ha infatti una conformazione del cranio più lunga e più larga rispetto a quella del suo parente euroasiatico.
La testa è molto grande, è allungata anteriormente e termina con potente grugno. Possiede canini molto sviluppati, che vengono comunemente chiamati zanne, in genere più grandi negli esemplari di sesso maschile. Gli occhi sono molto piccoli, ha grandi orecchie e un collo corto e tozzo. Il tronco è grosso e allungato, più largo nella parte anteriore. Le zampe sono snelle e non troppo lunghe, e terminano con 4 dita per arto e robusti zoccoli. Le due dita centrali poggiano a terra mentre quelle laterali restano sollevate. La coda è corta e abbastanza sottile e termina con un ciuffo di setole.
Gli adulti hanno un colore del manto nero-bruno, con leggere striature biancastre, mentre i piccoli sono più chiari e presentano striature longitudinali scure.
Un esemplare di maschio adulto di scrofa meridionalis può raggiunge una lunghezza massima di 1,2 metri, un’altezza al dorso pari a 55-60 cm e un peso di 70/80 kilogrammi. Questi valori, tuttavia, sono probabilmente più alti rispetto ai valori medi della specie ritenuta pura, e costituiscono il risultato di un certo grado di meticciamento con altre specie di maiale domestico.
Nei boschi della Sardegna meridionale, ad esempio, dove la diffusione degli allevamenti di maiali allo stato brado è meno diffusa, le dimensioni medie del cinghiale sardo sono notoriamente più piccole, con un peso che non supera i 35/45 kilogrammi in media.
Cosa mangiano e dove vivono i cinghiali in Sardegna?
A questo proposito non si riscontrano sostanziali differenze fra il cinghiale sardo e le altre specie diffuse nel continente. Anche la scrofa meridionalis vive prevalentemente in ambienti boschivi o di macchia, preferendo luoghi in prossimità di fonti d’acqua.
Il cinghiale sardo predilige una vegetazione più fitta rispetto ai cugini del continente, e per questo è più difficile trovarlo su grandi spazi aperti. Si nutre prevalentemente di ghiande, leguminose, frutti della macchia, radici e tuberi. Tuttavia, essendo onnivoro disdegna però di comportarsi come un predatore a spese di di animali più piccoli.
In diverse zone della Sardegna è un animale che entra in competizione territoriale con il cervo sardo, diventandone antagonista.
Quali nemici per il cinghiale in Sardegna?
Al momento non esistono predatori del cinghiale negli habitat in cui esso vive. La popolazione di questa specie viene regolata esclusivamente dalla competizione con altre sottospecie di cinghiale e dal fattore malattie.
Il cinghiale in Sardegna è anche una specie soggetta ad attività venatoria. La caccia è regolata dalla legge regionale n. 23 del 1998, che ne permette l’esercizio per un breve periodo a partire dal mese di novembre.
Esiste un rischio di estinzione questo tipo di animale?
Pur non avendo una stima ufficiale del numero della popolazione della scrofa meridionalis si può affermare con sufficiente certezza che la popolazione non è ritenuta in pericolo di estinzione e che, anzi, risulta essere in fase di crescita.
In alcune aree dell’isola, infatti, alcuni esemplari per via del numero sempre crescente si addentrano fin nei centri abitati, creando disagi e danni occasionali alle attività agricole.
Ti piacerebbe conoscere meglio l’habitat del cinghiale sardo? Puoi farlo iscrivendoti alle escursioni che il CEAS organizza alla scoperta del Monte Arci, il gigante dormiente dal cuore di ossidiana!