Si muovono ritmicamente le mani delle signore del Paese. Gesti ripetuti con una ritualità quasi sacra mentre impastano semola e acqua per realizzare le paste tipiche in occasione delle festività.

A guardarle sembra quasi che le loro mani stiano recitando una preghiera. Una preghiera di ringraziamento alla terra per aver donato il grano che permetterà di mettere il cibo sulle tavole.
Quello della tradizione è un sapere unico, da tramandare, e realizzare con prodotti a KM zero.
Da semola, acqua e sale nascono le paste tipiche della tradizione di Masullas. Prodotti da far scoprire a bambini, bambine e curiosi grazie ai percorsi didattici di Tradizione e Alimentazione del CEAS Masullas Parte Montis.

Educare le nuove generazioni a conoscere questi aspetti della vita della comunità è un pezzo importante del puzzle della valorizzazione della cultura e nella trasmissione delle tradizioni locali.
Un tempo le paste tipiche venivano cucinate periodicamente nelle case, per cui bambini e bambine crescevano accompagnando mamme e nonne che si riunivano per cucinare i piatti da servire nelle giornate di festa preparati con gli ingredienti della zona e seguendo il ciclo della stagionalità dei prodotti.
Dalla raccolta del grano alla lavorazione della semola per realizzare pasta tipica sarda (malloreddus e fregola) fino alla scoperta delle preparazioni tipiche di Masullas: crogoristas, caombas, talluzzas e pillus.
Le crogoristas, così chiamata perché la loro forma richiama le creste del gallo o della gallina, vengono realizzate ad una ad una, esclusivamente a mano. Qualche volta, per insaporire o forse per dare un tocco di colore che le avvicinasse alle creste, le donne della Marmilla aggiungevano un pizzico di zafferano alla preparazione.
Piccole creazioni realizzate della massaie per condire le minestre a base di brodo di pollo ruspane, invece, sono le caombas, le “colombe”.

Is tallutzas è una pasta fresca di forma circolare. Un’altra variante è ottenuta ritagliando dalla sfoglia piccoli rombi.
Is pillus sono una sorta di tagliatella dal bordo zigzagato. Dopo avere impastato la semola di grano duro con acqua e sale, quando il composto raggiunge la giusta elasticità e consistenza, si stende e, con l’utilizzo de s’arrodixedda, si ottiene l’ottima pasta. Nella tradizione masullese anche is pillus si condivano con ragù a base di pollo o di gallina.
Proprio il pollo, infatti, è tra i prodotti tipici della cucina della tradizione masullese e per questo non poteva mancare nelle famiglie del borgo della Marmilla. Tutti gli ingredienti venivano prodotti e consumati nelle case del paese. Una vera e propria filiera in scala ridotta dove i prodotti di consumo erano dettati dal ritmo delle stagioni. È proprio quella della stagionalità dei prodotti il calendario che si seguiva per scandire la vita a Masullas, quando si conoscevano i tempi della terra e dei suoi frutti.
Oggi tutto questo diventa un bellissimo viaggio che prende forma nei laboratori per le scuole o per gruppi interessati a fare una esperienza di cucina che comprenda la realizzazione dei prodotti tipici, le nozioni di base della stagionalità dei prodotti e i principi di una sana e corretta alimentazione.